PRESIDENZA DEL 42° CONGRESSO DEL PARTITO RADICALE

Prendiamo spunto dai recenti articoli apparsi sui media circa l’eredità politica di Marco Pannella, per offrire altri spunti di riflessione. Ebbene, dal pomeriggio del 23 a quello del 25 gennaio, si è svolto a Roma, presso la Casa Circondariale di Rebibbia, il 42° Congresso del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, dopo cinque lunghi anni.

Bellezza Radicale” è un gruppo di militanti attivi nei vari soggetti dell’area radicale. Di certo non un nuovo soggetto politico, sarebbe l’ennesimo in quell’area, di cui non si sente la mancanza. Questi temibili facinorosi giungono all’appuntamento con 20 iscritti al PRNTT di cui 10 presenti, armati di nonviolenza ed entusiasmo, per portare contributi di idee e documenti congressuali, mirati a rafforzare l’azione politica di quello che fu il glorioso partito di Marco Pannella, il più antico ancora in vita in Italia.

Il cuore della loro proposta, che ha animato il dibattito di buona parte del Congresso, è far sì che la “Casa Madre Radicale”, il Partito Radicale appunto, si faccia promotrice di un’azione di dialogo per unire, su iniziative politiche concrete, l’“area dei soggetti radicali”, la ex “Galassia Radicale”, come amava definirla lo stesso Marco Pannella, ad oggi frastagliata e dispersa.

Nessuna patetica nostalgia! Solo nostalgia del futuro.

Iniziativa che avrebbe dovuto essere vista financo con tenerezza, e che invece, già una settimana prima, si è voluto trasformare in un “tentativo organizzato di sovvertire gli esiti del Congresso”, almeno a quanto affermato con un “accorato” appello del Segretario su Radio Radicale, addirittura evocando il bandito romagnolo Il Passatore. Sono stati per questa ragione accolti con sguardi torvi iscritti antichi, con 30 o 40 anni di militanza. Se non fosse tragico, sarebbe solo comico, considerato che il Partito Radicale del 2025 ha uno Statuto tra i più blindati della sua storia e visto l’esiguo numero degli iscritti in disaccordo.

In ogni caso, oramai il clima di sospetto aveva contagiato l’intera platea.

Da qui una serie di impedimenti che hanno reso molto difficoltosa la partecipazione al Congresso, a partire dalla stessa convocazione: in ritardo, con i dettagli su orari e modalità di accesso comunicati solo 5 giorni prima dell’evento, molto inusuale in casa radicale dove tutto è sempre stato organizzato e comunicato almeno un mese prima. Le giustificazioni sono state addotte maldestramente dal gruppo dirigente. Peraltro, la stessa direttrice di Rebibbia, evocando le difficoltà per i tempi “molto, molto, molto, molto brevi…”, ha così affermato: “Mi auguro che i prossimi anni iniziamo un pochino prima”, implicitamente rilevando un ritardo nella richiesta della collaborazione.

Un Congresso a Rebibbia comporta la rinuncia a portare con sé cellulare o PC; ma avete mai visto in casa radicale una mozione non distribuita ai congressisti e affissa in una bacheca difficile da consultare per la ressa? Molto inusuale in casa radicale! Tant’è che la conseguenza ne è stata il pochissimo tempo a disposizione di chi volesse proporre emendamenti; e a Bellezza Radicale non è stato concesso di modificare la mozione per soli 3 minuti di ritardo nella presentazione dei propri emendamenti!

E che dire di un Congresso dove i non iscritti e simpatizzanti non hanno potuto partecipare da osservatori? Molto inusuale in casa radicale!

E degli iscritti ridotti da 3500 nel 2018, a 745 nel 2024? E di una campagna di iscrizioni solo annunciata, cosa si può pensare? É stato risanato il bilancio al prezzo della cancellazione dell’attività politica, soprattutto transnazionale! Molto inusuale in casa radicale, dove Marco Pannella avrebbe gestito il debito, concependo il massimo di iniziativa.

E ancora, dissidenti politici internazionali e minoranze assenti, fatta eccezione per Hana Namdari, giornalista curdo-iraniana. E che dire del Diritto alla Conoscenza, ultima intuizione politica di Marco Pannella, che è stato completamente rimosso?

Al di là dei tecnicismi, degli Statuti, dei Regolamenti, dell’Ordine dei Lavori, degli emendamenti, resta un dato politico fondamentale: perché Emma Bonino, con la sua strenua lotta di una vita per i diritti umani e gli Stati Uniti d’Europa, non può essere considerata RADICALE? Perché chi usa il METODO RADICALE, ad esempio Marco Cappato con la disobbedienza civile per la legalizzazione dell’eutanasia, o Sergio D’Elia e Rita Bernardini, con la loro azione nonviolenta per una realtà carceraria umana e dignitosa, non possono essere definiti RADICALI?

La domanda da porsi è perciò questa: anche oggi, dopo la morte del compianto Marco Pannella, e dopo la conseguente “diaspora radicale”, è ancora valido l’assunto secondo il quale è radicale solo chi si iscrive a questo Partito Radicale?

La risposta resta aperta, ma certo è che la gran parte dei compagni di Bellezza Radicale, come preannunciato al Congresso, anche nel 2025 si iscriveranno e non faranno mancare il loro impegno per portare nuovi iscritti, contribuire all’auto-finanziamento e, al contempo, lottare con il Partito, per il Partito e… nel Partito, perseguendo ulteriori obiettivi a partire dal riaccreditamento all’ECOSOC, proseguendo per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (I.C.E.) sullo Stato di Diritto, e più in generale, per far sì che la “Casa Madre Radicale” torni a svolgere appieno il proprio ruolo di faro delle realtà radicali.

Con l’auspicio che il nostro apporto sia compreso e ben accetto con reciproca gioia, amore ed entusiasmo, come Marco Pannella ci ha insegnato, le compagne e i compagni di Bellezza Radicale si iscriveranno e si impegneranno anche negli altri soggetti di matrice radicale affinché il vento del dialogo, della nonviolenza e del metodo radicale ispiri tutti, INSIEME!

Bellezza Radicale

Di admin

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